Cixerri: le immagini della diga svuotata e i commenti dei politici sardi.

Le immagini presenti su www.fotocronache.it sono in vendita per l'uso editoriale di organi e agenzie di stampa: maggiori informazioni a questo link.
Le immagini sono altresì in vendita per uso privato a questo link su www.afoto.it.

Di Enrico Locci e Gianluca Zuddas – Il 27 marzo 2018, l’Ente Acque della Sardegna dirama il seguente comunicato stampa: «A causa di un improvviso e imprevedibile guasto verificatosi nell’impianto oleodinamico che controlla una paratoia a ventola della Diga del Cixerri (utilizzata per regolare il livello dell’invaso), Enas è obbligata a provvedere, anche attraverso il trasferimento della risorsa idrica a Bau Pressiu, allo scarico parziale del serbatoio. L’intervento in atto sarà concluso entro il prossimo venerdì 30 marzo. L’obiettivo è consentire l’immediata riparazione del danno assicurando nel contempo regolari condizioni di sicurezza per rischio idraulico a valle dello sbarramento».

Successivamente allo svuotamento dell’impianto, lo scenario nei terreni che ospitavano le acque dell’invaso di Genna is Abis è diventato desolante, come testimoniato dalle immagini che seguono.

Come ha reagito la politica isolana? Ecco alcuni commenti.

Ugo Cappellacci, Deputato della Repubblica Italiana ed ex Presidente della Regione Sardegna, Forza Italia

E’ grave che per un guasto milioni di metri cubi d’acqua, in un momento come questo, finiscano in mare. Non discutiamo sulle esigenze di sicurezza, ma ora occorre fare chiarezza e sapere se si potesse evitare e soprattutto adottare tutte le soluzioni affinché non si ripeta mai più una situazione simile, di inaudita gravità.

 Paolo Truzzu, Consigliere della Regione Sardegna, Fratelli d’Italia

Come Regione Sardegna abbiamo una capacità di invaso pari a tutta quella del Sud Italia. Tuttavia, in seguito all’alluvione del 2013 e alle nuove delibere, sono stati previsti limiti per evitare eventi tragici.
Tali limiti stanno creando una situazione generale paradossale: l’acqua c’è ma non si riesce a mantenerla perché si deve svuotare di volta in volta. A volte si tratta di un guasto tecnico, a volte di problemi di sicurezza. Certamente occorre avere flessibilità e la capacità di valutare di volta in volta quello che sta succedendo. Bisognerebbe investire sull’acquisto di pluviometri, che permetterebbero di misurare tempestivamente le capacità di invaso e decidere cosa fare caso per caso (parliamo di investimenti di cifre che non incidono certo in maniera pesante sul bilancio).
Ora che l’acqua non c’è più è complicato intervenire e bisogna chiedersi cosa farà tutta l’area servita dalla diga nei prossimi mesi estivi, comprese le campagne. Dobbiamo fare la danza della pioggia e sperare che la diga si riempia senza ulteriori svuotamenti?

Mauro Pili, ex Presidente della Regione Sardegna

Aver buttato a mare oltre 10 milioni di metri cubi d’acqua è un atto grave e lesivo degli interessi della Sardegna e dei sardi. Il mal governo del sistema idrico della Sardegna è rappresentato dalla decisione di scaricare a mare oltre metà delle risorse idriche contenute nella diga di Genna Is Abis a Uta. Tutto questo è inaccettabile perché quella stessa diga é collegata con tutti gli invasi vuoti del Sulcis. Quella risorsa poteva, anzi doveva, essere trasferita attraverso le interconnessioni tra bacini nelle aree deficitarie. Quello commesso è un atto di negligenza politica e di grave incapacità gestionale considerato che è da irresponsabili scaricare a mare un quantitativo così rilevante di acqua per una manutenzione delle paratie non efficiente. Qualcuno deve rispondere di quanto accaduto e dovrebbe trarne le conseguenze. Ho presentato in tel senso un esposto alla Procura della Repubblica.

Close