Punti di vista, 5 aprile 2018

La rubrica sullo sport sardo a cura di Fabio Frongia

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Il Cagliari perde ancora, ma alla fine esulta comunque, perché il 2-1 con beffa genoana al martedì è attutito dalle sconfitte delle dirette concorrenti (Hellas Verona e Crotone) al mercoledì, completate dal pareggio rocambolesco tra Chievo Verona e Sassuolo, ora appaiate ai sardi a quota 29. Insomma, alla vigilia della sfida in casa Hellas, per il Cagliari la situazione di classifica rimane più che serena, nonostante prestazioni e risultati abbiano ormai guastato il feeling con la piazza e forse eroso il credito di Diego Lopez. La trasferta genovese, all’indomani del doloroso 0-4 col Torino (maturato tutto nella ripresa dopo un buon primo tempo), lascia l’amaro in bocca perché l’1-1 sembrava cosa fatta, al termine di una partita brutta e combattuta, nella quale Pavoletti aveva anche colpito un palo che grida vendetta. Squadra in difficoltà, quella sarda, che deve cercare i pochi punti che mancano per festeggiare, magari vincendo già domenica al “Bentegodi” contro una squadra appena distrutta dal Benevento e che appare, se possibile, messa peggio di Barella e compagni. Proprio Barella è una delle poche note liete in questo Cagliari, acciaccato e sfiduciato, fragile e poco qualitativo, al quale servirebbero almeno altri due omologhi del talentino sardo, vera e propria furia decisiva anche con la sua freddezza dal dischetto.

Il resto dello sport sardo, in attesa di un weekend denso di eventi importanti come la caccia alla salvezza della Cagliari Academy e delle due (Olbia e Arzachena) del calcio di Serie C, vive del cambio in panchina alla Dinamo Sassari: via Pasquini, che rimane General Manager, dentro Markovski, vecchio amico che dovrà fare da traghettatore verso l’ultimo obiettivo rimasto, l’accesso ai playoff.

Di Fabio Frongia

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