05-06-2018 Atletica, Intervista doppia a Giulia Mannu e Antonio Moro

Dopo le recenti medaglie ai Campionati Promesse, l'intervista ai velocisti della Delogu Nuoro

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Testi Di Gianluca Zuddas, Immagini di Enrico Locci
Nelle ultime settimane, la velocità sarda ha riassaporato i fasti degli ’90, gli anni d’oro della velocità azzurra e isolana, gli anni dell’icastica staffetta “sardo per cento”. A partire da Filippo Tortu, che ha la Sardegna tatuata sulla pelle (letteralmente), a Dalia Kaddari Lorenzo Patta, passando per Wanderson Polanco, i risultati di prestigio hanno costellato questi giorni di fine primavera, da Cagliari a Quartu Sant’Elena, sino ad Oristano. Ma esiste anche un’altra realtà isolana, a oggi quella che investe complessivamente le maggiori risorse nell’attività velocistica fuori regione e che, tra Campionati Universitari e Campionati Juniores e Promesse, ha raccolto ben 5 medaglie: parliamo della Delogu Nuoro, sodalizio barbaricino che divide la sua attività tra Nuoro, Sassari e, da due anni, Cagliari, con atleti di interesse come Carrieri, Fronteddu, Lai, Mannu e Moro. Raccontiamo le ultime settimane attraverso le parole di due tra i protagonisti, Giulia Mannu Antonio Moro.

Il vostro bottino delle ultime due settimane è di quattro medaglie nazionali per Giulia e due per Antonio, tra Campionati Nazionali Universitari e Campionati Promesse, più la partecipazione al meeting internazionale di Savona. E’ andata come pensavate?
Giulia: Non mi aspettavo di vincere le medaglie ai CNU, pur sperandoci dopo aver visto le iscrizioni. Il riscontro cronometrico è stato migliore delle attese, soprattutto ai Campionati Italiani: non immaginavo di salire sul podio e scendere sotto i 12 secondi nei 100 metri.
Antonio: Ai CNU l’obiettivo era riuscire a fare una prestazione importante, perché, dopo aver visto le iscrizioni, la medaglia era ipotizzabile con difficoltà. Ai Campionati Italiani invece sapevo di poter far bene e di ambire al podio. Dopo le batterie, ho fatto un buon tempo senza troppi stimoli nella gara, mentre in finale sono arrivato secondo e sono più che soddisfatto. 

Cosa manca a questa stagione per essere perfetta? Pensate di riuscire nel 2018 a migliorare ulteriormente i vostri personali?
Antonio: Una convocazione in Nazionale ai Giochi del Mediterraneo Under 23 (ndr, arrivata nel pomeriggio di lunedì) e poi un miglioramento sul personale: vorrei trovare la gara perfetta. Nei 100 metri, il miglioramento anche di un solo centesimo è difficile. Detto questo, non mi è ancora capitata la gara perfetta quest’anno, ma se anche dovessi chiudere la stagione con 10”44 (ndr, suo attuale personale) sarei pienamente soddisfatto.
Giulia: Per me la stagione è perfetta così! Mi piacerebbe scendere sotto i 24 secondi nei 200 metri e provare ad eguagliare il 23”99 di Laura Mascia.

Antonio, lo scorso anno sei stato piuttosto sfortunato: prima un leggero risentimento che ha ritardato la tua preparazione, successivamente l’incidente con microfrattura facciale che ti ha fermato. I risultati di questa stagione ripagano le amarezze passate?
Anche l’anno scorso mi sarebbe piaciuto correre la finale dei 100 metri agli Italiani e cercare di puntare al podio ma non è stato possibile: quest’anno ho recuperato tutto quello che ho perso lo scorso.

Giulia, lo scorso anno hai pagato più di altri il cambio di città e di allenatore. La tua stagione 2018 è cambiata dopo il 24”51 di Cagliari. Ora hai più fiducia nelle tue potenzialità?
Mi sono resa conto di poter fare meglio di quello che mi aspettavo. Non credevo al 24”51 sino a quando, a Isernia, ho fatto 24”23. Ho capito che posso correre su questi tempi e che posso fare bene.

Tanti i sardi nella velocità che vanno forte, nonostante le difficoltà nel gareggiare in Sardegna, logistiche e non: Patta, Kaddari, Carrieri, Pitzalis, oltre ai vostri compagni di squadra e di allenamento. Secondo voi da cosa dipende?
Giulia: Fa piacere vedere tanti sardi che vanno forte. Sicuramente stanno cambiando i tempi, le tecniche di allenamento e la Sardegna si fa sentire anche fuori.
Antonio: E’ bello vedere la velocità sarda tornare a livelli di vertice nazionale come successo in passato. Penso sia dovuto ai tecnici e alla passione e alla perseveranza che gli atleti ci mettono.

Un motivo di orgoglio in più aver conseguito questi risultati con la maglia della società in cui siete cresciuti?
Antonio: Sì.
Giulia: Certo. La Delogu ci ha sempre sostenuto sin da quando eravamo piccoli e ci fa piacere regalare questi risultati alla società e ai dirigenti.

Antonio, riproverete a prendervi il record sardo in 4×100?
Direi di sì, dato che a livello individuale ci sono ottimi velocisti come Carrieri, Sagheddu, Fronteddu, quindi la prepareremo per gli Assoluti e vedremo un po’ cosa salterà fuori.

A chi dedicate questi risultati?
Antonio: Prima di tutto alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto da quando sono piccolo, in qualsiasi cosa facessi: sono sempre stati presenti a tifarmi. Alla società, al Presidente Gianni Usala che mette gli atleti al primo posto. A Massimo Marcias, che ci ha preso da quando eravamo piccoli e ci ha fatto appassionare a questo sport, facendoci arrivare alle prime gare nazionali nelle quali era già una soddisfazione arrivare alle finali. A Stefano Caneo, che dall’anno scorso ci ha permesso di raggiungere obiettivi che non pensavamo nemmeno di immaginare: anche solo il fatto di raggiungere certi tempi che prima vedevo lontani o essere vice campione nei 100 promesse è una cosa che prima non immaginavo possibile.
Giulia: Il mio sarà un lungo elenco! Alla mia famiglia prima di tutto: mamma, papà, le mie sorelle, soprattutto a Carlotta che ha compiuto da poco 9 anni. Al mio ragazzo Daniele. Alla Delogu. A Massimo Marcias, che fin da piccoli ci ha sempre seguito e ci ha fatto appassionare allo sport, facendoci crescere. A Gianni Usala, che usa tutti i mezzi per consentirci di svolgere l’attività nonostante i soldi siano sempre pochi, e ci sostiene. A Stefano, che ci segue da due anni e nonostante le prime difficoltà è sempre stato al nostro fianco, aiutandoci a crescere e migliorare, arrivando a risultati che anche io non mi aspettavo di raggiungere e che fanno sempre piacere.
Antonio: Ovviamente ringraziamo anche i nostri compagni di allenamento e anche Giulia…

Che ti sopporta da anni…
Antonio: … da ben 15 anni, sia in pista che fuori.

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