13-06-2018 Atletica, I due ori di Lorenzo Patta

Intervista al talento oristanese della Velocità

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Di Gianluca Zuddas

Due titoli nazionali nella Velocità (100 e 200 metri) fanno sempre scalpore: si tratta delle discipline più praticate in assoluto e quindi con maggior concorrenza. I numerosi e ravvicinati turni di gara sono poi una variabile che rende ancor più complicata l’impresa. Lorenzo Patta stavolta c’è riuscito, a differenza del 2017, quando si dovette “accontentare” di un oro e un argento. 

Lorenzo, finalmente la doppietta sui 100 e 200 metri è arrivata.
Sì, finalmente. Ci ho provato l’anno scorso senza riuscirci a causa del secondo posto nei 100 metri. Quest’anno è arrivata. Un po’ sofferta, ma è arrivata.

Una doppia affermazione frutto di tanta caparbietà, soprattutto guardando la finale dei 200 metri: sembravi stanco alla partenza, esausto all’arrivo.
Sì. Ero stanchissimo sin dalla batteria del sabato: ho dovuto fare un po’ di massaggi e recuperare il possibile. Ero veramente stanco.

Sui giornali e nelle interviste, generalmente l’incipit è “ex calciatore”. Tanti allenatori sardi, scherzando ovviamente, dicono che col tuo talento anche nel calcio forse ti sarebbe convenuto giocare a pallone. Scelta definitiva quella dell’Atletica Leggera?
Sì, sì, sì. Visti i risultati, decisamente sì. In futuro non so, magari potrei decidere di tornare a giocare a Calcio: in questo momento però non ci sto pensando.

Come ti sembra il mondo dell’Atletica Leggera?
Un bel mondo. Mi sto trovando benissimo, sia con gli avversari, sia in pista: sto vivendo emozioni che nel Calcio non avrei potuto vivere, visto che l’Atletica è uno Sport individuale e ciò riesco ad ottenere è tutto merito mio, mentre nel Calcio è un po’ diverso.

Hai già vinto tante medaglie e abbattuto diversi record: quale è il momento più felice in assoluto da quanto corri in pista?
Sicuramente questa doppia medaglia. Poi certo, tutti i record sardi sono belli, però vincere la medaglia sia nei 100 che nei 200 metri è stato fantastico.

10”45 sui 100 metri, 21”11 sui 200 metri: quale distanza è la tua preferita in questo momento e quale quella in cui pensi di poter andare più forte?
La mia preferita sono i 200 metri e penso siano la distanza nella quale posso andare più forte, la distanza nella quale penso di poter fare veramente bene, anche già quest’anno.

Hai abbattuto record di mostri sacri come Giorgio Marras e Sandro Floris, atleti che hanno scritto pagine importanti nella storia dell’Atletica Italiana e ovviamente sarda. Che effetto fa pensare che sei tra i grandi della velocità ad appena 18 anni?
È strano: quando ho iniziato, non pensavo che a 18 anni avrei potuto fare questo. È bello.

Dalle parole che usi dopo le gare mostri molto attaccamento all’Atletica Oristano, storica società sarda, la cui maglia è stata vestita da tanti campioni.
Sì, sono veramente felice di essere in questa società che ritengo una delle migliori. Con il Prof. Garau mi sto trovando veramente bene. Ho scelto l’Atletica Oristano anche per questo motivo.

A chi dedichi tutti questi successi?
Alla mia famiglia, a mia sorella, ai miei nonni, a tutti. Ma soprattutto alla società, al Prof., ai miei compagni di allenamento, a tutti insomma.

Lo scorso anno ti abbiamo visto sui 400 metri, quest’anno non ancora: capiterà?
Non lo so. Penso di sì, ma al momento non abbiamo programmato nulla a riguardo.

Hai impegni dal 10 al 15 luglio?
Sì, fortunatamente sì: ci sono i Mondiali.

Sei in possesso dei minimi per 100 e 200 metri per i Mondiali Juniores di Tampere: in quale disciplina pensi di gareggiare?
Penso la staffetta e forse i 200 metri: sulla gara individuale dobbiamo ancora pensarci.

Negli anni ’90 la Nazionale di Velocità vedeva la presenza di tanti atleti sardi, la staffetta era chiamata la “sardo per cento”. Tortu, Polanco, Patta: nei prossimi anni si potrebbe ripetere?
Spero di sì, sarebbe veramente bello e potremmo fare veramente bene.

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