29-06-2018 Miss Italia fa tappa a Cagliari

Intervista a Maurizio Ciaccio, patron del concorso nell'isola

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Di Gianluca Zuddas

Iniziata a Sassari lo scorso mese e proseguita a Nuoro due settimana fa, la stagione di Miss Italia in Sardegna va avanti a fa tappa nel capoluogo, per la precisione al Lido di Cagliari. A presentarci la serata cagliaritana, e non solo, il patron isolano del concorso Maurizio Ciaccio.

La stagione di Miss Italia in Sardegna 2018 ha già visto le prime due tappe a Sassari e Nuoro: si è già intravista qualche bellezza che può arrivare sino alle Finali?
Assolutamente sì. Le vedremo poi su Videolina, nel programma “Siamo Miss”.

Nella tua lunga esperienza di concorsi ci sono tanti titoli nazionali, ultimo in ordine di tempo Miss Cinema Italia con Francesca Ena. Quale è stato l’anno più fortunato che ricordi e pensi ci siano possibilità per la Sardegna di ripetersi nel 2018?
La speranza è ripetersi e conquistare titoli ancora più importanti. Mi chiedi quale sia l’esperienza più bella? Sempre l’ultima. Il titolo nazionale di Francesca Ena, Miss Cinema Italia, mai era stato portato prima in Sardegna: è stato un bell’esordio per la gestione Venus Dea.

Per iscriversi a Miss Italia non sono previsti limiti fisici di altezza o di taglia. Quali sono invece le caratteristiche caratteriali che secondo la tua esperienza permettono di giocarsi la vittoria?
La timidezza non gioca a favore delle ragazze. Bisogna avere voglia di vincere ed essere testarde in questo.

Vista la tua esperienza nei concorsi di bellezza, in cosa consiste la differenza tra Miss Italia e gli altri concorsi?
Ormai c’è un pullulare di concorsi di bellezza: vediamo concorsi di ogni tipo, genere e grado. Miss Italia rimane il concorso più importante d’Italia, il concorso d’eccellenza.

Miss Italia può essere anche un trampolino di lancio per la carriera da modella, di attrice o quant’altro. C’è il rischio che ragazze senza esperienza si affidino a organizzazioni non professionistiche in altri concorsi?
Questo è un argomento che potrebbe portare via ore. È un discorso che riguarda molto la Sardegna, perché in altre regioni, soprattutto nel Nord, queste situazioni non esistono. Fare la modella significa avere certe caratteristiche, affidarsi a un’organizzazione professionistica che detta le linee guida per diventare modella, che capisce se la ragazza ha queste caratteristiche.
Ci sono ragazze che pagherebbero pur di far parte di una pseudo organizzazione: un’organizzazione seria non si fa pagare.
Nessuna ragazza ha mai pagato per iscriversi alla nostra organizzazione, la Venus Dea, ma è il contrario: se accettiamo un’iscrizione, sarà la ragazza ad essere retribuita per i lavori che poi farà.
Tante ragazze, pur di dire “io faccio la modella”, prestano gratuitamente la propria immagine.
Questo è un errore gravissimo che riduce le qualità della ragazza stessa: può capitare a ragazze interessanti e in questo caso significa che sono seguite male.
Un consiglio che do alle ragazze è di affidarsi ai professionisti: ce ne sono diversi in Sardegna, Venus Dea non è l’unica per fortuna.
Le persone sbagliate si individuano facilmente: chiedono soldi per seguirvi o vi propongono di lavorare gratuitamente.
Ci sono anche organizzazioni che chiedono di lavorare gratuitamente per manifestazioni che vengono spacciate come “eventi di beneficienza”: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di organizzazioni che sfruttano le ragazze per farsi pubblicità.
Io non considero modelle le ragazze che lavorano gratuitamente, sia per sfilate di moda, sia servizi fotografici: è tutta pubblicità per chi organizza, per chi mette a disposizione gli abiti, per i fotografi.
Fatevi sempre pagare. Il dubbio è sempre uno: siete state scelte perché lo meritate o perché non vi fate pagare?

Alcune potenziali partecipanti ai concorsi di bellezza possono essere scoraggiate dalla presenza a margine, non all’interno delle organizzazioni, di figure di vario genere non proprio professionali. Quale ruolo di filtro svolge l’organizzatore?
L’organizzatore ha il compito di preservare l’ambiente da figure poco chiare. Per quanto mi riguarda, sappiamo dall’inizio chi collabora con noi, chi collabora con lo staff: per questo non abbiamo mai avuto problemi, né dal lato organizzazione, né dal lato ragazze. Comunque sia, se e quando notiamo qualcosa che non quadra facciamo subito pulizia.

C’è il falso mito che chi nasce bella possa partecipare ai concorsi di bellezza e non debba lavorare per diventare modelle o attrici. Invece un concorso di bellezza dovrebbe essere il primo passo per capire verso cosa una ragazza è più portata. Come deve lavorare un’agenzia per indirizzare le ragazze?
C’è chi nasce bella e chi ha le basi per diventare una bella ragazza. Bisogna lavorarci sopra in entrambi i casi. Spesso da noi sono venute delle ragazze che inizialmente non davano l’impressione che sarebbero potute diventare grandi modelle. Noi iniziamo a lavorare nella costruzione dell’immagine dal trucco, dall’acconciatura, dall’abbigliamento. Le mandiamo in palestra, perché abbiamo convenzioni con una delle migliori palestre di Cagliari quale la Forma Kalaris, perciò le seguiamo attentamente anche dal punto di vista fisico.
Le ragazze che vanno avanti sono quelle che accettano e seguono i nostri consigli. Sì, si nasce belle e chi ha questa fortuna deve lavorare per rimanere tale. Le altre ragazze invece devono lavorare e seguire le indicazioni di chi ha maggiore esperienza.

Perché una ragazza dovrebbe iscriversi a Miss Italia?
Perché, specie in Sardegna, vista la distanza dai centri principali della moda e dello spettacolo, soprattutto Milano e Roma, Miss Italia è un canale privilegiato perché, grazie al concorso, una ragazza ha la possibilità di farsi notare in campo nazionale.

Per le ragazze non in possesso dei 18 anni entro il mese di agosto è prevista la partecipazione come mascotte: puoi spiegarci meglio in cosa consiste?
La mascotte è quella ragazza che l’anno successivo può regolarmente partecipare a Miss Italia. In questo modo inizia a fare esperienza e capire un po’ come ci si può muovere all’interno dell’organizzazione.

Negli anni del #metoo, assistiamo a concorsi come Miss America in cui non si userà più il bikini. Come è la situazione in Italia?
Parlo per quanto riguarda la mia organizzazione e Miss Italia, dato che su questo argomento c’è stata un’intervista di Patrizia Mirigliani. Che concorso di bellezza è un concorso senza costume? Miss Italia è nato con il costume da bagno. Questo non è il concorso della donna ideale ma è un concorso di bellezza. La bellezza è anche fisica. Se non si va in costume da bagno che concorso di bellezza è?

Con l’iscrizione tramite il sito internet e la riduzione dei casting si semplificano le selezioni o si crea maggiore incertezza sul risultato finale?
L’uso dell’web dà maggiori possibilità alle ragazze di poter provare e accedere a questo concorso. Per quanto riguarda noi organizzatori, facciamo anche dei casting online quindi a noi agevola il lavoro.

Appuntamento domenica 1° luglio al Lido di Cagliari: cosa dobbiamo aspettarci dalla serata al Poetto?
Siamo allo stabilimento balneare storico del Lido, importante nel litorale cagliaritano: portare Miss Italia e Miss Cagliari significa tornare indietro negli anni, quando la tappa cagliaritana era un punto fermo nel panorama di Miss Italia. Mi aspetto una grande serata, con tantissime ragazze che stanno aderendo e spero che Miss Cagliari possa rappresentare al meglio questa meravigliosa città.

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