06-07-2018 Il farewell tour di Francesca Carrucciu, Miss Sardegna 2017

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Testi di Gianluca Zuddas, immagini di Enrico Locci

Dopo la serata Cagliari, il 7 luglio il tour di Miss Italia farà tappa al Villaggio Minerario di Rosas a Narcao. La presentazione della serata è stata l’occasione per fare qualche domanda alla Miss Sardegna 2017, tutt’ora in carica, Francesca Carrucciu.

24enne violinista cagliaritana, Francesca rappresenta al meglio la terra di Sardegna: solare ed estroversa come un cielo azzurro d’estate, fiera e maestosa come i ginepri che ornano le rocce delle più belle cale dell’isola, modellati dal Maestrale ma ad esso non subalterni.

10 mesi fa il titolo di Miss Sardegna. Ripensandoci, qual è il primo ricordo che ti viene in mente?
Lo stupore. Quando sono salita sul palco della finalissima non mi aspettavo di vincere, e nemmeno di arrivare tra le prime dieci. Quando poi il patron di Miss Italia Sardegna, Maurizio Ciaccio, ha letto il mio numero, il numero zero-due, e il mio nome ero estremamente sorpresa.

Come è trascorso quest’anno da più bella della Sardegna?
Normalmente. La mia vita è continuata in maniera normale, frequentando i miei amici e studiando.

I tuoi amici e parenti hanno cambiato il modo di rapportarsi con te?
Assolutamente no, per loro sono sempre la stessa Francesca.

Perché scegliere di partecipare al concorso?
In realtà è stato un caso: ero seduta in un bar con mio fratello, mio cugino e un loro amico. Mio fratello mi ha spinto ad iscrivermi al concorso nel vicino gazebo di Miss Italia. Prima di allora, onestamente, non mi era mai capitato di pensare di iscrivermi a un concorso.

Lo rifaresti?
Sì. È stata una bellissima esperienza ed è un qualcosa che potrò raccontare con orgoglio e felicità, un domani, a una mia figlia femmina: sarà bello mostrarle la fascia e raccontarle tutti i miei ricordi.

Il fronteggiare la competizione e le tensioni, ti ha poi aiutato ad affrontare meglio la vita quotidiana?
Sono sempre stata una persona molto estroversa, però il concorso mi ha aiutata ad avere più sicurezza in me stessa per quanto riguarda l’aspetto esteriore: ora è una cosa che vivo con più serenità, grazie all’esperienza maturata nell’essere giudicata e votata da una giuria spesso numerosa.

Nel frattempo la tua vita cambia: da musicista a futura studentessa di ostetricia.
Non parlerei di cambiamento: la musica e il violino non li ho abbandonati né intendo farlo perché fanno parte della mia vita da 13 anni di studi, che mi hanno accompagnato nella mia infanzia, adolescenza e parte dell’età adulta. È vero che cercherò di realizzare un altro mio sogno nel cassetto che è laurearmi in ostetricia. Ora sono più matura rispetto a qualche anno fa e penso di poter intraprendere un percorso universitario con maggior coscienza.

Il 24 agosto cederai da corona: cosa pensi che proverai?
Parto dall’anno scorso: a Porto Rotondo dissi che sarei stata contenta per la vittoria di qualsiasi ragazza. Quest’anno non è molto diverso. Il giorno della finale all’Aeroporto di Elmas cederò la mia corona, felice di consegnarla alla Miss Sardegna 2018.

Come ti immagini tra 10 anni?
Bellissima domanda. Io sono una sognatrice. Da piccola facevo i sogni che si leggono nelle fiabe. Ora mi piacerebbe riuscire a realizzarmi prima di tutto come donna e lavoratrice: voglio essere indipendente nella mia vita e non voglio dipendere da nessuno, che siano i miei genitori (che vorrei in qualche modo ripagare per quello che hanno fatto con me in questi anni) o altri. E poi vorrei mettere su famiglia con una persona che meriti veramente di far parte della mia vita e avere dei figli. La prima cosa comunque è riuscire a realizzarmi come donna: oggi le donne sono sì emancipate, ma permane ancora forte e radicata l’idea che le donne debbano essere mantenute dai propri mariti, debbano rimanere a casa (si usa il verbo dovere!) ad accudire i figli, in alternativa ad una propria carriera. Io penso che sia possibile fare entrambe le cose.

Come stai vivendo il tour 2018 da detentrice della corona di Miss Sardegna?
Non ero mai stata in una giuria: esprimere un voto da 1 a 5 per una ragazza non è facile, perché di primo acchito può sembrare riduttivo racchiudere in un numero il giudizio su una persona. Ci vuole un po’ di tempo per abituarsi al fatto che un giurato si limita ad esprimere un giudizio sul solo aspetto estetico. In generale, è una bella esperienza, che mi consente di visitare tanti posti della Sardegna che forse altrimenti non avrei avuto modo di conoscere e sono contenta.

Che consiglio ti senti di dare alle ragazze che sono in gara quest’anno?
Si devono divertire, devono fare amicizia tra loro, vivere il concorso come un’esperienza che aiuta a formare il carattere ma che, a parte qualche caso di ragazze che hanno sfondato a livelli nazionali o internazionali, non cambia la vita.

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