Tris d’oro agli Italiani Indoor: Patta-Kaddari nei 200 metri juniores, Pianti nel lungo promesse

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Di Gianluca Zuddas

Tre titoli nazionali di categoria: questo è il bottino dei sardi ai Campionati Indoor Juniores e Promesse, tenutisi il 2 e il 3 febbraio ad Ancona. A questi allori, va ad aggiungersi l’argento di Wanderson Polanco nei 60 piani promesse e 4 piazzamenti tra i primi 8.

Il ritorno di Andrea Pianti Gara e vittoria entusiasmante per il turritano: si è dovuti andare al terzo miglior salto per assegnare il titolo, tanto è stata serata la lotta con Chilà. La successione dei salti vede 7.19, 7.51, 7.66, 7.51, 7.44, 7.59. Rispetto al solito, nessun nullo e “rosa” dei salti molto concentrata per un atleta che ci ha abituati a grandi exploit in gara.

La velocità è di nuovo sarda Ma la scena è rubata dai due juniores terribili dell’atletica italiana: Lorenzo Patta e Dalia Kaddari. L’oristanese rinuncia ai 60 piani per concentrarsi sui 200 metri e mostra il suo netto margine sugli avversarsi sin dalle batterie, dominate in tranquillità con 21”53. In finale Patta è insidiato da Lorenzo Ianes: i due sono molto vicini all’uscita dalla curva, ma al sardo basta un allungare senza forzare per aggiudicarsi il titolo: 21”42 per Patta, 36 centesimi di margine su Ianes all’arrivo e 6° prestazione italiana di categoria di sempre.

Sostanzialmente senza avversarie Dalia Kaddari nei 200 metri: un facile 24”77 in batteria, mentre in finale abbassa il tempo, correndo un controllato 24”34 (36 centesimi su Giorgia Bellinazzi che aveva provato ad attaccare in curva, sfruttando la corsia più interna).

Gli altri podi sardi A medaglia anche Wanderson Polanco, secondo nei 60 piani promesse, dietro a Nicholas Artuso. Dopo aver dominato le qualificazioni (1° nelle batterie con 6”84, 1° nelle semifinali con 6”77) Polanco si fa superare da Artuso (6”74 per il siciliano) e chiude secondo con 6”76. Nella gara presente anche Antonio Moro (quest’anno tesserato per la campana Enterprise): per il nuorese gare condizionate da alcuni acciacchi muscolari che hanno presentato il conto: 2° nelle batterie con 6”87, 5° nelle semifinali con 6”90, 8° nella finale con 6”96. Last but not least Gianpietro Fronteddu che, con due 7”04 in batteria (16° posto) e in semifinale, chiude al 13° posto.

Medaglia di legno per la promessa del triplo Paolo Caredda: per lui 14.83 (successione dei salti: 13.94, 14.42, 14.83, X, X, X).

Settimo posto nell’asta promesse per Luca Barbini con 4.50.

Ultimo finalista, lo junior Felipe Tommasini: con 7.05 nel lungo si regala un bel personale (+24 cm) e un ottavo posto.

Gli altri risultati Cheikh Diallo 14° nei 60 piani juniores (7”11 in batteria, 7”07 in semifinale); Giulia Mannu 22° nei 60 piani promesse con 7”90; Dante Melis 26° nei 60 hs promesse con 8”72; Francesca Verdecchia 28° nei 60 piani promesse con 8”00. 

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